Turnaround & Business Plan

business plan

Non siamo consulenti che dicono cosa fare, siamo manager che lavorano giorno dopo giorno in azienda, per tanti piccoli risultati quotidiani che diventano poi grandi risultati.

Cos’è il Turnaround? Due opzioni operative:

  1. una strategia per fronteggiare una crisi
  2. un processo di risanamento economico-finanziario e di “rivitalizzazione”

Ogni azienda dispone di tre capitali: umano, produttivo ed economico.

Per noi intervenire in queste situazioni vuol dire costruire, dopo un’analisi approfondita, una mappa dei miglioramenti, da realizzare passo a passo insieme all’imprenditore.

Turnaround management (ovvero gestione del riposizionamento) è un processo dedicato al rinnovamento delle società commerciali in crisi, attraverso l’utilizzo di strumenti analitici e di Pianificazione strategica, al fine di ricondurle alla solvenza. Il Turnaround Management è un’attività multidisciplinare che, muovendo dall’analisi delle cause della crisi con strumenti quali l’Activity Based Costing e la SWOT analysis, utilizza strumenti mutuati dall’economia (quali la finanza d’impresa, il Business process management ed il business planning), dal diritto (procedura concorsuale, diritto tributario, diritto del lavoro) e dalla psicologia (come il Change management, il mentoring e il coaching) per creare un piano di ristrutturazione a breve, medio e lungo termine coinvolgendo clienti, fornitori e stakeholders. Gli outputs tipici del processo di turnaround sono il rilancio dell’impresa, l’intervento di un join-venturer, la vendita, la locazione, senza escludere il fallimento dell’azienda.

Fondamentale è partire da un Business Plan condiviso, perché la nascita di una nuova attività imprenditoriale (e di qualsiasi progetto aziendale) deve essere sostenuta da uno studio o un’analisi di fattibilità in grado di fornire una serie di dati di natura economico-aziendale, sui quali tracciare linee guida per la costituzione dell’attività. Per esempio, dato che l’impresa opera in un sistema di vincoli e opportunità, è indispensabile prima di avviarla conoscere i concorrenti e l’area strategica d’affari cui ci si intende rivolgere. Lo studio di fattibilità si concretizza nella redazione di un documento: il business plan.

Strumento utile per valutare in modo consapevole i punti di forza e di debolezza del progetto imprenditoriale, il business plan deve essere considerato uno strumento dinamico, adattabile ai cambiamenti che avvengono all’interno o all’esterno dell’impresa. I business plan possono diventare rapidamente obsoleti, ma hanno un altissimo valore se sviluppati e usati correttamente. In pratica, ogni business plan è una sorta di vademecum dell’azienda o della business idea, e deve essere verificato costantemente da ogni imprenditore; deve essere modificato e aggiornato perché è una previsione basata su dati statistici o stimati, talvolta difficili da reperire.